perché la pantera?
Il logo è stato sviluppato da Anna Formilan in collaborazione con l’architetta Giulia Menestrina, a partire da una serie di colloqui e sedute di brainstorming con i membri del team fondatore, individuando nella pantera l’animale simbolo del progetto e pittogramma di accompagnamento al logotipo “Cinema Mezzanotte”.
L'identità visiva
«Animale prevalentemente notturno e crepuscolare, la pantera strizza l’occhio al nome del cinema e al reame principe della magia filmica: la notte.
Il mood visivo vuole essere noir, fluido, contemporaneo, misterioso, sorprendente, con una palette cromatica pop e accattivante.
Il font scelto è Bayard, un carattere sans-serif unico nel suo genere, ispirato alle insegne della Marcia su Washington per il lavoro e la libertà del 1963. Il font prende il nome dall’illustre attivista per i diritti civili, i diritti dei lavoratori e i diritti dei gay, nonché stretto consigliere di Martin Luther King, Bayard Rustin.
La pantera sbuca da una parete immaginaria, stupendo chi osserva. Allo stesso modo il Cinema Mezzanotte arriva a Trento come un colpo di scena, come un animale esotico che non ci si aspetta, con una programmazione originale, audace, capace di strabiliare e conquistare tutti e tutte.
In maniera completamente imprevista, una pantera è arrivata in città.
E ora cerca casa.
Credo fortemente in questo progetto e all’importanza di avere un luogo di comunità, culturale inclusivo, come sarà il Cinema Mezzanotte. Sono quindi orgogliosa di supportare l’impresa curando la parte visiva.»
Anna Formilan
Anna Formilan
Illustratrice e micologa, consumatrice di carta e matite dal 1990, Anna Formilan si divide tra le montagne del Trentino e i canali di Amsterdam. Durante la laurea in “Studi Europei e Internazionali” ha vissuto tra Italia, Germania, Francia e Marocco. Dopo gli studi, ha iniziato a lavorare come illustratrice e a collaborare con aziende, musei, fondazioni, università e associazioni, contribuendo alla realizzazione di strategie di comunicazione, merchandising e sviluppo dell’identità visiva. I suoi lavori sono inoltre apparsi in una serie di pubblicazioni editoriali e progetti artistici. È consulente visiva dell’UNESCO di Parigi